Tu sei qui: Home Il Cortino Museo Letterario Ippolito Nievo Biografia del Nievo
Azioni sul documento

Biografia del Nievo

In ordine cronologico, le tappe più significative delle sua vita

NievoIPPOLITO NIEVO
(Padova 30 novembre 1831-Palermo 5 marzo 1861)

1831: nasce a Padova, figlio di ADELE MARIN (figlia della contessa IPPOLITA DEI COLLOREDO DI MONT’ALBANO e di CARLO MARIN, patrizio veneziano) e del magistrato mantovano ANTONIO.

È il maggiore di 4 fratelli: Carlo, Alessandro, Elisa.

1832: la famiglia si stabilisce a Soave nel veronese; qui Ippolito riceverà una prima educazione scolastica.

1837: trasferimento a Udine, dove il padre lavora in tribunale.

1841-46: Nievo viene mandato presso il seminario di Verona per gli studi del ginnasio: sarà seguito da un insegnante greco: il prete Picozzi.

Stringe uno stretto legame col nonno materno, intendente di finanza a Verona, già testimone diretto nel 1797 dell’ultima seduta del Maggior Consiglio della Repubblica di San Marco.

1844: il padre è pretore a Sabbioneta.

1847: finisce gli studi.

Raccoglie in quaderni i Poetici componimenti fatti l’anno 1846-47, parte dei suoi primi versi poetici italiani e latini, che invia al nonno Marin.

Rientrato in famiglia si iscrive al primo anno di liceo a Mantova.

1848: in seguito al fallito tentativo insurrezionale di Mantova (Prima guerra di indipendenza) lascia la città in compagnia dell’amico Attilio Magri e conclude l’anno scolastico a Cremona.

Dedica alla patria un sonetto: Alcune poesie fatte in sul finire della state del 48.

Durante le vacanze di fine anno viene introdotto dal Magri in casa Ferrari, dove conosce Matilde.

1849: frequenta il liceo a Pisa, dove la famiglia lo ha mandato per ragioni di prudenza politica. Il padre si reca a Udine.

Dopo l’entrata degli austriaci in Toscana, Ippolito, che forse ha partecipato alla difesa armata di Livorno, si ricongiunge con la famiglia a Mantova.

1850: terminati privatamente gli studi si iscrive al corso di diritto presso l’università di Pavia. Indirizza una settantina di lettere ispirate ai modelli di Foscolo e Rousseau a Matilde.

1851: rompe il legame con Matilde e scrive L’Antiafrodisiaco per l’amor platonico, abbozzo romanzesco e la satira incompiuta Il pipistrello.

1852: dopo aver esordito come pubblicista sulla Sferza di Brescia, si iscrive al terzo anno di diritto a Padova.

Frequenta in modo saltuario, risiede a lungo in Friuli dove la famiglia si è finalmente riunita.

In aprile termina nel castello di Colloredo il suo primo dramma Emanuele, dedicato all’amico israelita Ottolenghi e finalizzato a confutare i pregiudizi antiebraici.

In agosto dà alle stampe l’ode Il crepuscolo che invia al Tenca.

Comincia a pubblicare sull’Alchimista friulano di Udine le liriche che poi raccoglierà nei Versi.

1854: esce il primo volume dei Versi.

Viene rappresentato a Padova il dramma Gli ultimi anni di Galileo Galilei, che non riscuote successo.

Vedono la luce gli Studi sulla poesia popolare e civile massimamente in Italia.

Nasce l’amicizia con Arnaldo Fusinato.

1855: dà alle stampe il secondo volume dei Versi

Compone la farsa Pindaro e la commedia I Beffeggiatori.

Intensifica l’attività di pubblicista collaborando a fogli di Mantova, Venezia, Padova, Milano, Torino, Firenze, Napoli.

Scrive il romanzo Angelo di bontà.

La nostra famiglia di campagna-Dipinture morali e di costumi, pubblicata sulla Lucciola di Mantova, inaugura la serie delle novelle campagnole.

Il 22 novembre si laurea e si avvia al notariato.

1856: la pubblicazione della novella L’avvocatino gli procura un processo per “delitto d’offesa all’onore mediante stampati, querelante l’I. R. Corpo della Gendarmeria. Il dibattito gli comporterà l’arresto di due mesi ed una multa.

Esce L’angelo di bontà-Storia del secolo passato.

Sulla Lucciola appare il racconto Le maghe di Grado.

Vengono terminati il romanzo Il conte pecoraio-Storia del nostro secolo e la raccolta il Novelliere campagnolo (La nostra famiglia di campagna, La Santa di Arra, La pazza del Segrino, Il Varmo, Il milione del bifolco, L’avvocatino, La viola di San Bastiano).

1857: vicende processuali e pellegrinaggi tra Friuli, Mantova, Fossato di Rodigo, Milano:

pubblica la novella satirica Il barone di Nicastro, mentre collabora al Pungolo e all’Uomo di pietra di Milano.

Compone la commedia Le invasioni moderne e due tragedie, I capuani e Spartaco.

In dicembre comincia Le Confessioni di un Italiano.

1858: termina il volume Le lucciole-Canzoniere.

Il 16 agosto finisce Le confessioni, scritte in parte a Milano (dove è amico di Francesco Rosari), in parte a Colloredo e nel mantovano.

Inizia il legame di amicizia con la contessa Bice Gobio Melzi D’Eryl, divenuta cugina di Ippolito e da lui frequentata a Milano e a Bellagio sul lago di Como.

1859: collabora col milanese Comitato d’emigrazione composto da mazziniani ed ex mazziniani.

Saluta i fratelli Carlo e Alessandro che raggiungono l’esercito piemontese.

Il 4 maggio parte a sua volta per Lugano e poi per Torino, dove si arruola tra i Cacciatori a cavallo di Garibaldi, con i quali combatte a Varese, a San Fermo, sullo Stelvio: Seconda guerra di indipendenza

Elabora le liriche Gli amori garibaldini.

Rientra nella casa paterna di Fossato per poi riunirsi con Garibaldi che in Emilia progetta un’azione senza esito.

Si stabilisce allora a Milano dove riprende l’attività giornalistica e pubblica anonimo l’opuscolo Venezia e la libertà d’Italia.

Abbozza il saggio Sulle condizioni politiche e sociali del volgo rurale della nuova Italia, più noto come Frammento sulla rivoluzione nazionale.

Incomincia l’ultimo romanzo Il pescatore di anime, del quale non restano che poche pagine.

1860: è in Sicilia coi Mille di Garibaldi e combatte a Palermo.

1861: pubblica sulla Perseveranza una lettera aperta al direttore in difesa dell’amministrazione garibaldina in Sicilia.

Alla fine di gennaio raggiunge a Napoli il comando generale del corpo volontari, scioltosi il quale va a Palermo con l’incarico di espletare le pratiche ivi giacenti.

Col desiderio di accelerare il viaggio di ritorno si imbarca il 4 marzo sul piroscafo “Ercole” che, sorpreso nella notte (5 marzo) da una tempesta, affonda con tutti i passeggeri, a 10 miglia da Capri.

12 giugno 1861: viene conferita alla sua memoria la Croce dell’Ordine militare di Savoia, con Regio Decreto, per i fatti d’arme da Calatafimi e Palermo.

Prossimi eventi

Programma di iniziativa comunitaria Interreg IIIA Italia-Slovenia
Il Cortino di Fratta:
un modello transfrontaliero di cooperazione culturale cod. BBVEN332479 confinanziato dall'Unione Europea mediante FESR - Iniziativa Comunitaria Interreg IIIA Italia-Slovenia 2000-2006

- Unione Europea   - Governo Italiano   - Regione Veneto   - Rebubblika Slovenija